Il tartufo presenta una forma tondeggiante, di colore bianco o nero con sapore di fungo acerbo.
Il prodotto viene messo in commercio fresco o trasformato. Quello fresco dopo la raccolta, da parte dei covatori della zona, subisce solamente il lavaggio in acqua, senza aggiunta di additivi, per circa un'ora; successivamente viene spazzolato e confezionato in bustine per alimenti a seconda della loro pezzatura.
Il prodotto trasformato, invece, dopo aver subito il lavaggio con acqua corrente nelle vasche di acciaio, viene invasettato intero con acqua e sale in vasetti di vetro della capacità variabile da 20 a 500 gr, I residui di tartufo che provengono dalle lavorazioni precedenti vengono utilizzate per la produzione di creme. Infatti i pezzi di tartufi dopo il lavaggio vengono macinati, cotti a circa 100°C, ed invasettati con olio di oliva e sale. I vasetti vengono sterilizzati a 121°C per 40 minuti.
Il tartufo può essere considerato un simbolo della cultura e della tradizione del comune di Campoli Appennino. La storicità di questo prodotto è testimoniata dalle numerose fonti storiche che testimoniano che in passato, per la sua prelibatezza, veniva inviato in dono ai re e principi. La decennale sagra del tartufo che viene svolta annualmente, testimonia come il forte legame prodotto-territorio trovi una sua collocazione anche a livello sociale.