
Audizione degli amministratori locali sui laghi delle province di Viterbo, Frosinone e Latina presso la Commissione consiliare regionale per la Tutela del territorio.
Il Commissario straordinario Giuseppe Incocciati fa il punto sulla situazione dei laghi del Parco Monti Ausoni e Lago di Fondi
Convocata dalla XII Commissione consiliare permanente della Regione Lazio (“Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione”), si è tenuta a Roma, martedì 25 marzo, un’audizione dedicata alla situazione e alle criticità dei laghi delle province di Viterbo, Frosinone e Latina. All’incontro hanno partecipato i responsabili degli Enti Parco e i sindaci e i rappresentati dei Comuni interessati.
Per l’Ente Parco Monti Ausoni e Lago di Fondi era presente il Commissario straordinario dott. Giuseppe Incocciati, il quale ha illustrato le principali problematiche ambientali e gestionali dei bacini lacustri ricadenti nelle aree naturali protette affidate alle cure dell’Ente Parco.
“L’audizione di oggi – ha dichiarato al termine della riunione il Commissario straordinario – è stata una positiva occasione di interlocuzione e di confronto tra le istituzioni e le amministrazioni locali che ci ha offerto l’opportunità di rappresentare direttamente ai membri della Commissione regionale le specifiche esigenze dei laghi del nostro territorio.
Il Lago di Fondi, che ha origini costiero-carsiche, è alimentato da imponenti sorgenti di acqua dolce che sgorgano direttamente dal fondale nella parte dove il lago lambisce i rilievi calcarei dei monti Ausoni; al tempo stesso è un lago salmastro, in quanto connesso al mare attraverso due canali (Sant’Anastasia e Canneto) che assicurano una continua osmosi d’acqua dolce e salata. Le analisi delle acque vengono svolte costantemente dall’Arpa Lazio, e altrettanto costante è l’azione di tutela, contro possibili fenomeni di inquinamento, svolta dall’Ente Parco. A preoccupare sono pure alcuni manufatti abusivi e non più utilizzati per i quali, in sinergia con i comuni, bisogna concretizzare azioni di demolizione e bonifica; gli inquinanti riconducibili alle attività antropiche con particolare attenzione a quelle connesse alle attività di agricoltura intensiva e pratiche zootecniche presenti sulle sponde del lago e nell’area immediatamente a ridosso della fascia naturale protetta, che oltre ad accumularsi nel suolo, giungono alle acque mediante infiltrazione, deflusso superficiale o per deriva, causando effetti negativi sulla biodiversità, a volte per tempi molto lunghi. Al riguardo l’Ente Parco ha commissionato – e dallo scorso anno ha a disposizione - un approfondito studio sulla caratterizzazione ambientale del Lago, corredato da un’idonea indagine chimico-fisica sulla qualità delle sue acque, che ci consentirà di monitorare la situazione sulla base di solidi parametri scientifici e di programmare in modo selettivo e mirato gli interventi di salvaguardia necessari. Le ultime analisi effettuate segnalano che il livello delle criticità richiede sì misure di contrasto, ma nel complesso non è tale da destare particolari allarmi.
In attesa che venga concretamente definito e realizzato un piano di valorizzazione dell’intera area che, compatibilmente con le esigenze di tutela naturalistica e paesaggistica del sito, renda possibile anche una più agevole e adeguata fruizione turistica del bacino lacustre, le questioni operative su cui più immediatamente si concentra l’azione dell’Ente Parco riguardano:
- la predisposizione, già in atto, di progetti di collaborazione dell’Ente con il Comune di Fondi per la demolizione di alcuni immobili abusivi realizzati in prossimità delle rive del lago;
- la necessità di disporre di battelli ecologici per una fruizione didattico-turistica sostenibile;
- la messa a punto di un piano dei pontili: ce ne sono già alcuni, autorizzati e realizzati dall’Ente Parco, in linea e rispetto con il quadro normativo;
- l’urgenza di approvare definitivamente il Regolamento per la pesca nel Lago di Fondi, una cui proposta di testo l’Ente ha già da tempo depositato in Regione. L’Ente, peraltro, ha ottimi rapporti con i pescatori professionisti, che sono gli unici abilitati a svolgere attività di pesca;
- la verifica delle condizioni e delle modalità di coesistenza delle attività di pesca con un possibile utilizzo anche sportivo delle acque del lago, per cui sono in corso contatti con la Federazione Italiana Canottaggio.
Non esente da rischi di inquinamento è, in generale, anche il Lago di Canterno, ove gli unici immissari del bacino - oltre all’affluente artificiale che attraverso un canale in galleria lungo quasi 7 km proviene da un piccolo bacino di captazione posizionato immediatamente a valle la centrale idroelettrica di Guarcino - sono i canali di uscita degli impianti di depurazione. I rischi sono appunto legati all’eventuale malfunzionamento del depuratore consortile di Fiuggi, Torre Cajetani e Trivigliano, e dunque alla deprecabile prospettiva di una scarsa o mancata depurazione delle acque reflue. Per questo l’Ente Parco monitora, in sinergia con Arpa Lazio, la situazione con ininterrotta attenzione. Malgrado quanto descritto, al momento attuale non si rilevano particolari criticità: anzi, è allo studio, ovviamente d’intesa ed in sinergia con Enel, proprietario del bacino, la possibilità di rendere balneabile una seppur limitata porzione del lago.
Vigilare sulla qualità delle acque dei laghi e sullo stato di salute degli ecosistemi di cui essi sono parte essenziale è un’esigenza prioritaria nel quadro delle azioni di tutela della natura che competono a un Ente Parco. Ancor di più quando, come accade per il nostro Ente Parco, istituito nel 2008 dalla Regione Lazio a partire dal Lago di Fondi, che oggi è chiamato a gestirne altri due: quello di San Giovanni Incarico e poi quello di Canterno. Sono tre bacini lacustri, ognuno diverso dall’altro: il primo costiero-carsico, il secondo artificiale e il terzo carsico. Dalla purezza delle acque dipende infatti la sopravvivenza di molte specie ittiche; e solo assicurando il persistere di determinate condizioni di biodiversità potremo far sì che i laghi e le zone umide che li circondano continuino a essere l’habitat di elezione di un’ampia varietà di specie di avifauna. La collaborazione di associazioni come ad es. la Lipu, con cui l’Ente Parco ha recentemente stipulato un protocollo d’intesa per la gestione del Laghetto degli Alfieri, può da questo punto di vista risultare molto preziosa.
Dall’audizione di oggi - dichiara in conclusione il Commissario Incocciati - emerge l’indicazione che è sempre più necessario affrontare i problemi del degrado ambientale e della difesa della natura e del territorio attraverso il dialogo e l’elaborazione di una strategia comune e condivisa tra la Regione e gli enti locali. In questo contesto gli Enti Parco intendono svolgere e continueranno a svolgere, oltre che un’azione di tutela concreta, una importante funzione di stimolo, di proposta e di raccordo”.
Fondi (LT), 26 marzo 2025
Ufficio Comunicazione
Ente Parco